Vaccini, salute, sanità. Carovana da tutta la regione

Sabato pomeriggio una carovana rumorosa di oltre 50 auto ha attraversato per ore le Marche da nord a sud convergendo in Ancona. Questa è stata l’ultima iniziativa promossa dai Centri Sociali delle Marche all’interno di un percorso che va avanti da mesi sul tema della sanità e dei vaccini. 

Due serpentoni, che da Nord e da Sud, da Fano e da Civitanova Marche, hanno raggiunto il capoluogo e si sono riversati in strada, visibili e rumorosi, paralizzando il traffico cittadino.

Un’ulteriore iniziativa “per denunciare che la situazione è inaccettabile e che pretendiamo una sanità pubblica e territoriale accessibile ed efficiente, oltre che una campagna di vaccinazione sicura, rapida ed efficace.”

Le manifestanti e gli attivisti si sono poi radunati in presidio davanti allo stadio dorico, dove hanno ribadito come la gestione di questa crisi sanitaria è completamente inadeguata e che le colpe sono gravi sia a livello regionale che governativo. 

Le Marche sono state una delle regioni peggiori per l’adeguamento dei posti letto, inoltre la Giunta Acquaroli (FDI) – in continuità con le passate giunte di centrosinistra – ha siglato un accordo per aumentare del 40% le tariffe destinate alla sanità privata, continuando a riempire di soldi chi fa profitto sulla nostra salute. Nelle scorse settimane caratterizzate da un nuovo incremento dei contagi, le Marche erano la regione con la percentuale più alta di posti letto occupati in terapia intensiva, oltre il 66% quando la soglia critica per non pesare sugli altri reparti era fissata al 30%. 

“Da tempo attacchiamo la logica classista e criminale del governatore Acquaroli che nei mesi scorsi dichiarava di voler far asse con le regioni ricche per accaparrarsi più vaccini come se poi le Marche potessero essere paragonate a regioni come Lombardia e Veneto. Inoltre più volte abbiamo riscontrato divergenze tra i dati forniti dalla regione e quelli forniti dal servizio sanitario regionale sul numero di somministrazioni.”

Oltre a questo nei mesi scorsi è stata organizzata una mobilitazione di fronte allo stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno per dire che la ricerca scientifica in materia di salute collettiva deve essere pubblica e per richiedere l’esproprio immediato dei brevetti sui vaccini e sui farmaci anti-coronavirus. 

La settimana scorsa è stata invece contestata la passerella del generale Figliuolo a Macerata, lo stesso che annunciava che ci sarebbero state 500.000 somministrazioni al giorno entro il 20 di Aprile, ma come vediamo siamo molto distanti da questi numeri, anche perché mancano materialmente le dosi perché non si vuole mettere in discussione il primato del profitto dei colossi del farmaco rispetto alla nostra salute e alle nostre libertà.

Una manifestazione che oltre alle responsabilità istituzionali del disastro sanitario, ha avuto come obiettivo di dura contestazione l’arroganza e lo strapotere delle multinazionali del farmaco, “che si pongono come ‘garanti’ nella gestione politica dell’emergenza ma nell’esclusivo interesse del profitto privato, impongono il loro monopolio, aumentano il costo delle forniture vaccinali tenendo in ostaggio le vite di miliardi di persone”.