Il ‘Bio che non trema”: come è andata a finire?

In politica come nella vita solo una cosa conta: ciò che si fa. Non sono le parole, ma è la concretezza che ad esse segue che fa la differenza.

Ecco perché, orgogliosamente, vogliamo rendere noto a tutti come vanno le cose dopo la chiusura della campagna “Il bio che non trema”, a circa un anno di distanza. Perché è qui che si nota la diversità di un collettivo politico che partendo dalle proprie forze ha lavorato per produrre risultati, non ha fatto proclami ma ha sudato, faticato e costruito. La diversità dicevamo, da un ceto politico fatto di opportunisti, che dopo più di un anno dalla sciagura sismica che ha colpito le nostre zone non è stato ancora in grado di consegnare alla stragrande maggioranza degli abitanti di quei luoghi alloggi di emergenza né tantomeno le strutture necessarie alla ripresa di quei territori medesimi.

Al contrario, la raccolta fondi e le attività svolte grazie a voi che ci avete sostenuto, ha dato modo all’azienda “Marchese Marino” di poter rimanere in quei luoghi e portare avanti, tra mille difficoltà, la sue attività. È stata infatti la campagna “il bio che non trema” a permettere la sopravvivenza dell’azienda stessa. Resistendo in quei luoghi oggi si può dire che un barlume di speranza, a Monte San Martino è ancora acceso e che attraverso l’autorganizzazione, è possibile cambiare nella sostanza le cose.

L’azienda e la casa di Paola e Marino erano distrutte, terremoto e neve avevano raso al suolo stalle ed infrastrutture. Grazie a noi, grazie a voi e alla volontà di Paola e Marino di portare avanti un percorso produttivo, sociale e politico alternativo, sono riusciti a resistere e, dopo un anno, ecco a che punto stanno le cose…

Non abbiamo mandato sms che finiscono nei circuiti delle banche, non abbiamo supplicato fantomatici imprenditori che accorressero a fare da salvatori -interessati- della patria. Qui, insieme, abbiamo ricostruito una azienda ed un tessuto sociale.

Facciamoci i complimenti, perché, senza falsa modestia, forse li meritiamo…