Vaccini tra libertà e sicurezza. Video della serata con il Dott. Fiacchini

Ci sono nei fatti due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza
(Ippocrate)

Un piccolo anfiteatro, una serata stellata, una moltitudine di persone e sembra ci siano tutti gli ingredienti per soddisfare l’appetito di curiosità, dubbi e domande che sono state messe stasera sul piatto dallo Spazio Autogestito Arvultùra per trattare uno dei temi più dibattuti del momento : vaccini, si o no? E tra i curiosi, i dubbiosi, i desiderosi di capire, c’erano proprio tutti, adulti, famiglie con bambini, profani ed esperti del settore, quali infermieri, pediatri, medici, e anche giovani studenti venuti ad ascoltare informazioni, conoscenze, strategie, e anche a sollecitare dubbi e quesiti… eh si … perchè gli argomenti sollevati, a cui ha cercato di rispondere con professionalità e competenza il dott. Daniel Fiacchini, coordinatore tecnico del centro vaccini Marche, sono stati davvero tanti.

La questione è complicata. Più del previsto. Sbrogliare il bandolo della matassa nella complessità del reale è un’operazione ai limiti del possibile. Il problema è che l’uomo cerca certezze, sempre. Non può non farlo, è la sua natura. Ma quando si parla di salute, le certezze vacillano, cadono, sfumano dalle dita, perché la salute ha a che fare con la vita e la morte, che a pensarci bene sono le uniche cose inevitabili nella vita umana. Ma non solo. Sono anche quelle dimensioni che generano ansia, paura, perché sfuggono al controllo dell’uomo, al desiderio di contenere le sue verità in un limite sicuro, protetto, rassicurante. Per questo la questione dei vaccini è tanto delicata, perché non è solo una questione che tocca la medicina, ma sfiora altri tasti, ineludibili, quali quello conoscitivo, ciò che è vero o falso, quello etico, ciò che è giusto o sbagliato e quello filosofico – politico. Ed è proprio da un ragionamento filosofico che prende le mosse il discorso introduttivo di Nicola Mancini, attivista di Arvultùra, che invita da subito il pubblico a riflettere sul significato di una parola: episteme, ciò che si regge da sè. Cercare il vero è il compito della filosofia, collocare il vero nella realtà, quello della scienza. Sorprendente e densa di fascino è la compenetrazione tra queste due discipline, che amiche nemiche tracciano insieme percorsi di leggibilità del reale. Una realtà che, tuttavia, nei tempi della società occidentale in cui viviamo, viene demistificata e perde le sembianze della verità per lasciare il terreno alle post verità, in cui è valido tutto e il contrario di tutto. Qui sta l’arcano: chi ha ragione? Il marasma di informazioni prodotte dal mondo virtuale, da internet e dai social network produce nel profano disorientamento, confusione e lo fa naufragare in un mare di dati, numeri, statistiche che tracciano una strada, in apparenza inconfutabile, ma subito dopo messa in dubbio da altri numeri, altre prove…E allora qual è la verità?

Ma entriamo più nel merito della questione: dovremmo forse porci altre domande. Perché proprio ora si parla di vaccini? Perché proprio ora salta fuori questa legge? Legge: buffa questa parola. A studiare la definizione di Stato, legge è proprio uno dei quattro elementi che lo caratterizzano, insieme a popolazione, confini e territorio. La legge quindi identifica uno Stato e il popolo si riconosce in essa. Dovrebbe essere così. In uno stato Democratico. Non sempre accade. Le leggi di uno Stato dovrebbero rassicurare i cittadini; non quella sui vaccini. Questa genera ansia, paura, rabbia, intolleranza, separazione, ostilità, avversità. Non si spiegherebbero i dibattiti accesi che assumono i toni della protesta tra pro-vax, no-vax, free-vax e che ha portato proprio negli ultimi giorni migliaia di persone a scendere in piazza a Pesaro. Cosa propone questa legge? L’imposizione di 12 vaccini (ora 10) ai bimbi nei primi mesi di vita, di multe salate a chi si sottrae alla vaccinazione obbligatoria (da 7.500€ in un primo momento a 3.500€), la perdita della potestà genitoriale (quest’ultimo dato eliminato nelle recenti modifiche). Questi sono solo alcuni degli elementi che non rassicurano le paure dei più scettici e dubbiosi e non rispondono alle domande che più generano ansia, quali….perché devo curarmi se sto bene? Il nostro cervello, tra l’altro, non è programmato per questo. Se non vede il pericolo, non sente la necessità della cura. E inoltre: quale ruolo hanno i metalli contenuti nei vaccini? È vero che sono presenti anche i tessuti umani dei feti abortiti? Il vaccino può causare l’autismo? Quali sono gli effetti collaterali e, se ci sono, per quanto tempo durano? Ma la legge non risponde a queste domande, non è condivisa con gli operatori sociali coinvolti, ma è calata dall’alto, è autoritaria, impositiva. E questo alla gente non piace. Perché la tratti da stupida. E la gente, che stupida non è, si arrabbia. Come il bambino a cui si impone ciò che il genitore vuole, sotto minaccia. Quel genitore otterrà solo la furia del piccolo. Errore di comunicazione. È come si dice le cose, i toni che si usano, che fanno la differenza. Invece si vuole produrre solo una gran bagarre che inevitabilmente agisce sul nostro lato emotivo e ci fa abbassare i livelli critici. Con un unico effetto. Quello di spostare l’attenzione dal centro alla periferia. Cos’è periferia? Domanda inganno. Dipende dal centro. Dal soggetto. Dallo sguardo. Soprattutto se è lo sguardo di chi ti vuole far perdere l’attenzione sulle cose importanti.

E allora torniamo alle cose importanti. Una parola. Salute. Ovvero diritto, non servizio. Uguaglianza, per tutti. La sua gemella: Scienza. Ovvero…conoscenza, tecnica, progresso. Termini qui privi di un giudizio assiologico e valoriale, ma che hanno raccontato una storia, con la S maiuscola, non la nostra, ma quella di un popolo, di un’umanità intera. È una storia che parla di malattie debellate, scomparse e soprattutto di milioni di vite salvate. E qui i numeri la fanno da padrone: Hillemann, per fare un solo esempio, l’uomo che ha salvato più vite al mondo, tra 60 e 70 milioni, ha scoperto il vaccino MPR , che copre il morbillo, la parotite e la rosolia. Se in epoca pre-vaccinale ci sono stati 74.000 casi di vaccino, nel periodo post vaccinale i casi sono scesi a 2-3000. Eppure, se prendiamo il caso del morbillo, dal 2008 in Italia la copertura da vaccino è scesa dal 90% all’80%. Un calo drastico. Preoccupante. Soprattutto perché vede aumentare il numero dei genitori dubbiosi e indecisi. Tra i no-vax infatti bisogna distinguere due gruppi di persone: chi lo fa per motivi politico-ideologici o perché vede negli interessi delle case farmaceutiche il complotto, e chi,invece, non vaccina i propri figli per scomodità, pigrizia o semplicemente scarsa informazione. Abbassare il range di copertura di 10 unità percentuali può essere pericoloso perché mette in pericolo il verificarsi di quella che viene chiamata l’immunità di gregge. Cos’è l’immunità di gregge? Un concetto molto semplice. Se tante persone non si vaccinano, anche chi non vuole o non può, è protetto grazie all’immunità di gregge. Al contrario, quando tante persone rifiutano di vaccinarsi, l’immunità di gregge non scatta e chi è più vulnerabile si ammala. Ma bisognerebbe focalizzare l’attenzione su una questione importante. L’unico motivo per non vaccinare è la controindicazione medica. Ovvero per motivi di salute, ad alcuni bambini, che hanno già contratto altre malattie, non è possibile somministrare il vaccino. E allora come tutelare questi bambini immunodepressi? Con l’unico modo…appunto l’immunità di gregge. Concetto bello di una comunità che si autotutela. Ma se salta questa, si mette a repentaglio la vita dei bambini più deboli e sfortunati. Quindi la questione si apre ad altre riflessioni: dove finisce la libertà del singolo? Dove inizia la libertà della comunità?

E allora questa comunità va forse educata, informata, formata e non domata, isolata e sottovalutata, affinché il cittadino sia libero di scegliere non per il bene singolo, ma per quello di una collettività. E strade in questo senso sono già state battute. Basti vedere gli Usa, dove i genitori che vogliono mandare a scuola un bambino non vaccinato devono chiedere un’esenzione dal vaccino per motivi di salute, religiosi o filosofici. Oppure in Michigan, quando lo Stato ha stabilito nel 2015 che, per ottenere l’esenzione, i genitori dovevano consultare le autorità sanitarie locali, la percentuale di bambini non vaccinati è diminuita drasticamente. Ma senza andare oltre oceano, basta guardare la regione Veneto, che a marzo ha sospeso l’obbligo della scelta vaccinale e ha investito tantissimo in informazione mettendo a disposizione un libro sulla rete scaricabile gratuitamente e ha attivato un canale verde, corsi per i genitori, incontri per la popolazione (www.vaccinarsi.org). Strade alternative allora si possono percorrere, si devono percorrere. È la volontà che manca…
Comunità, salute, bene comune: una calda serata stasera a Senigallia, e calde e tante le questioni ancora aperte, i dubbi ancora irrisolti. Ma noi c’eravamo. Presenti. Perchè non vogliamo fare quello che il mondo ci vuole far fare. Comunità in fermento. E qualcosa si muove….

Viola