Narrazioni in fermento 2017 – giorno tre

Si sa che l’ultimo giorno di un festival è carico di stanchezza, le emozioni già provate e le birre assaggiate sono pressoché infinite ma la voglia di continuare a stare insieme è ancora molta quindi torniamo per ascoltare, leggere, ballare, bere e mangiare.

Ancora non abbiamo assaggiato Fiorile la birra alla canapa di Laura, fatta con prodotti della nostra terra, coltivati direttamente dalla birraia, è una birra in stile Amber Ale, erbacea e dissetante nasce in collaborazione con il birrificio GoDog di Jesi ed è subito piaciuta ai molti ai quali ho chiesto consiglio su cosa bere in questi giorni.

Affianco al suo stand mi fermo a parlare con Caterina di Zabumba de Fora, la versione outdoor della mitica birreria Zabumba dell’altrettanto mitico Mizio, la loro selezione di birre mi disseta 365 giorni all’anno quindi so che le loro spine sono una tappa obbligata anche oggi.

E ancora c’è qualche anello di cipolla da friggere, ma lo staff cucina è pronto e quindi non mi resta che farmi un cartoccio.

Oggi la musica cambia, ci sarà il sax di Simone La Maida feat Speak no evil trio. Simone La Maida è un vero punto di riferimento per il jazz italiano ed internazionale, ha iniziato a suonare nel 1987 e da allora ha studiato, composto e suonato in tutto il mondo con i più grandi maestri e collaborato con una molteplicità di gruppi e singoli. Ciò gli ha permesso di arricchire il proprio jazz, rendendolo unico e capace di inserirsi con armonia e vivacità nella serata finale di questo festival caratterizzato dall’alta qualità della proposta culturale ma anche dalla ricercatezza del non banale, rifuggendo lo scontato, ricercando la contaminazione.

Ma ancora è presto e prima assisteremo alla presentazione di “Addio” di Angelo Ferracuti ed. Chiarelettere ma non dilunghiamoci in parole superflue e lasciamo che sia l’autore stesso a raccontarci il suo lavoro.

Anche questa seconda edizione del festival è finita, è stata grandiosa, un salto in avanti incredibile per questa piccola creatura nata da un’idea espressa in poche righe su una chat di Skype e che in questi tre giorni ha incontrato migliaia di persone, ha visto spinare migliaia di birre, friggere e cucinare alcune centinaia di panini, mescere centinaia di bicchieri di vino e leggere e diffondere decine e decine di libri, idee e suggestioni.

Tre giorni intensi e indimenticabili sulla spinta dei quali non possiamo che darci appuntamento all’anno prossimo.

Ne abbiamo viste di belle, e ne vedremo ancora tante!