Narrazioni in fermento 2017 – giorno due

Il caldo è tanto ma sotto la tenso-struttura ombreggiante, nell’anfiteatro alle 15:00 inizia il laboratorio dei Cantalamappa con il Collettivo Wu Ming! Rivolto ai bambini e con la collaborazione della Libreria Kamillo, questo laboratorio è il quarto appuntamento di un ciclo di laboratori ragionato e condotto da Andrea Simonetti artista ed arteterapeuta dello Studio Lapsus, Elena Landini educatrice dell’infanzia e il falegname Gabriele Palestrini. Laboratori di lettura artistico-manuali che, seguendo le tappe dei Cantalamappa ha esplorato il mondo, conosciuto storie ed inventato animali fantastici.

Dopo tre ore fantastiche, dove la voglia di conoscere, sperimentare e creare ha superato la tentazione di andare al mare, dove la capacità di coinvolgere dei Wu Ming ha trascinato i presenti in un viaggio che difficilmente scorderanno, anche questo appuntamento volge al termine lasciando lo spazio dibattiti all’allestimento della prossima presentazione.

Ma ancora c’è un po’ di tempo e allora vado ad esplorare nuovamente i banchi dei birrai, andando a parlare con Riccardo di Oltremondo, birrificio contadino mentre mi spina la mia prima Maesa della giornata.

 E’ una birra chiara ad alta fermentazione non filtrata nè pastorizzata, rifermentata in bottiglia. Caratterizzata dall’uso di un solo luppolo sia in aroma che in amaro è leggera e rinfrescante.

Intanto vedo che in cucina i cuochi si alternano alla piastra per cucinare le verdure grigliate che andranno a farcire gli hamburger di questa sera e tra i banchi dei librai c’è fermento, sempre più curiosi sfogliano i libri proposti, tutte case editrici indipendenti, spesso difficili, se non impossibili da trovare nei circuiti della grande distribuzione.

Alle 19:40, con qualche minuto di ritardo, Emmanuela Carbé prende posto vicino a Marco per la seconda presentazione di oggi: L’unico viaggio che ho fatto è il titolo del libro pubblicato da Minimum Fax di cui parleremo ora.

Un viaggio dentro la memoria e il presente, con l’Italia anni Ottanta di Bim Bum Bam e della Fiat Ritmo che fatica a riconoscersi negli abbonamenti comprati su internet e nei passaggi in BlaBlaCar.

La serata è ancora lunga, sento che Colombre inizia il soundcheck e a breve andrò a mangiarmi un fritto misto, per calmare la fame e accompagnarlo alla Brugla, altra ottima birra Oltremondo.

Ma è già ora di tornare allo spazio dibattiti, grazie alla collaborazione con la Libreria Indipendente Colonna 130, il libraio Michele presenta Paolo Morando ed il suo “’80 l’inizio della Barbarieed. Laterza (qui la recensione fatta da una partecipante al dibattito)

Italians do it better: sono le parole d’ordine lanciate da una maglietta indossata da Madonna, mentre Paolo Rossi diventa il simbolo di un’Italia che vuole lasciarsi per sempre alle spalle stragi e terrorismo.

Il piazzale è ora già pieno, tutti aspettano che Colombre salga sul palco a presentare nella sua città natale, per la prima volta, Pulviscolo, il suo ultimo album, un album complesso e coinvolgente che trasuda dell’esperienza maturata da Giovanni Imparato con i gruppi precedenti con i quali ha suonato per anni.

Questo album è una carezza amara, un concentrato di indolenza, solitudine e delusione mista a una sorta di rinnovamento. Qual è lo stato d’animo che ti ha guidato nella scrittura?
“Guarda io mi affido sempre alle cose che mi succedono, cercando di essere più aperto possibile rispetto a ciò che mi accade intorno senza chiudermi con il paraocchi. Bisogna cercare di andare a fondo anche se a volte non è semplice… alcune cose sono dolorose…e invece è proprio lì che devi focalizzare la camera”. da Repubblica XL

VIDEO INTERVISTA A COLOMBRE – Giovanni Imparato