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Sol.Id. è un’organizzazione fascista e Palladino è un picchiatore fascista.

SOL.ID si configura come una onlus diretta emanazione di Casa Pound, come si può verificare facilmente dal loro sito ufficiale sotto la voce “associazioni”.  

L’idea di creare varie associazioni che si occupano di settori specifici non è nuova nel mondo dell’estrema destra dove spesso l’organizzazione centrale è fortemente compromessa dalla violenza dei propri membri ed è quindi necessario celarsi dietro sigle più o meno fantasiose. Tali sigle, dietro le quali c’è molta poca sostanza hanno l’unico scopo di creare un volto più credibile da presentare ad un pubblico poco attendo ma, sotto un sottilissimo strato di vernice, si nasconde la solita vecchia sostanza fatta di violenze, discriminazione, sessismo quando non anche traffici internazionali. Per una panoramica di queste sigle rimando a questo articolo di Contropiano.

SOL.ID, Solidarité – Identités, nasce come un’associazione a vocazione caritatevole ed umanitaria, il cui fine è l’assistenza ed il sostegno a quei popoli in lotta per la propria sopravvivenza, la salvaguardia della propria cultura e la difesa della loro identità. Nasce sulla scorta dell’esperienza accumulata grazie alla collaborazione con un’altra organizzazione caritatevole la Onlus Popoli, fondata dal veronese Franco Nerozzi che ha tra le varie missioni quella di aiutare il popolo Karen nella guerriglia armata che porta avanti dal 1948 contro il governo birmano. Le attività di questa onlus comprendono l’organizzazione di eventi caritatevoli in Italia durante i quali si danno informazioni parziali di quali sono le attività e gli scopi della Popoli e si utilizzano foto di bambini per raccogliere fondi.

In pochi anni ha fondato un ospedale da campo in un villaggio Karen e distribuisce con medicinali alla popolazione. Ha fondato anche due villaggi “Little Verona” e  “L’uomo libero village“. Attività apparente meritevoli se non che, come riporta L’Espresso, si scopre che secondo le risultanze processuali la Birmania è stato infatti il luogo di addestramento per un gruppo di volontari reclutati dallo stesso Nerozzi per realizzare un golpe nelle Isole Comore, vicino al Madagascar.

Nel computer di Nerozzi i pm trovarono foto che lo ritraevano assieme ad alcuni compagni d’avventura accanto ai mitragliatori, granate, mortai, bombe e grazie anche alle intercettazioni telefoniche si fecero l’idea che le missioni di Popoli fossero una copertura per un campo d’addestramento.
Nerozzi, arrestato con l’accusa di terrorismo internazionale, si è sempre proclamato vittima di un equivoco ma alla fine ha patteggiato una condanna a un anno e dieci mesi. Poi, appena terminato di scontare la pena, ha ripreso l’attività in Birmania. Da qualche anno, come detto, anche col supporto di Casapound.

Dal 2008 a oggi – come ‘l’Espresso’ ha ricostruito – sono almeno quattro le missioni svolte da Casapound in Birmania fra i guerriglieri karen.
In un paio di occasioni della delegazione ha fatto parte anche Alberto Palladino detto Zippo, un dirigente del movimento coinvolto negli scontri di piazza Navona, arrestato a fine 2011 per un’aggressione ad alcuni militanti del Pd proprio di rientro dalla Birmania e poi condannato a due anni e otto mesi.

E qui spunta per la prima volta il nome di Alberto Palladino, sul quale però torneremo dopo per leggere altre righe dell’articolo de L’Espresso nel quale si chiarisce la mia affermazione precedente, ossia come sia pratica diffusa usare nomi fittizi di organizzazioni che operano nel sociale per nascondere traffici illeciti e riguarda il vicepresidente di Casapound Italia, Andrea Antonini e Pietro Casasanta, presidente della onlus La salamandra, il gruppo di ‘protezione civile’ di Casa Pound.

Antonini e Casasanta sono stati infatti rinviati a giudizio per aver aiutato nel luglio 2008 tale Mario Santafede, uno dei cento latitanti più pericolosi d’Italia, legato alla camorra, latitante dal 2004 e con una condanna a 12 anni per traffico internazionale di stupefacenti.

Santafede si era presentato agli sportelli del ventesimo Municipio di Roma per avere una carta d’identità avendo come garanti proprio Antonini e Casasanta. Di quel municipio, tra l’altro, Antonini era ed è consigliere.  «Siamo parte lesa e vittime di un raggiro», si difende Antonini, che ha diffidato i giornalisti «dall’accostare in modo improprio» il suo nome e quello di Casapound alla vicenda.

Torniamo quindi sulla figura dell’ospite della serata: Alberto Palladino. Come abbiamo letto è salito agli onori della cronaca quando è stato condannato in primo grado per un’aggressione ai danni di due esponenti del Partito Democratico, come riporta Repubblica, era la notte del 3 novembre 2011 quando Palladino insieme ad altri 15 camerati ha aggredito con caschi, bastoni e mazze ferrate i suoi avversari politici. Passano un paio d’anni e lo troviamo nella redazione de Il Giornale, diretto da Sallusti dove scrive reportage sul tema guerra nel sito occhidellaguerra.it diretta emanazione del quotidiano di Berlusconi. A sua firma troviamo articoli come: “I Karen tra identità ed estinzione” e “Io, legionario cristiano contro il califfato“. Entrambi articoli che già dal titolo tradiscono la volontà propagandistica dell’autore. Ma per esserne sicuri leggiamoli, qui riporto le prime righe del secondo, abbastanza eloquenti.

C’è un indole antica sopita negli uomini è l’istinto al combattimento, alla reazione, alla difesa. Una tradizione che ricorre spesso nella storia europea.

Lo scopo rimane sempre quello: raggiungere un grande pubblico facendo leva sui sentimenti umanitari, nascondersi dietro al titolo di ‘corrispondente di guerra’ (in barba al lavoro serio fatto dai giornalisti veri) per promuovere idee nazionalistiche, identitarie, far circolare bufale come quella della sostituzione etnica, far circolare la retorica dell’istinto dell’uomo al combattimento, dell’eroicità del gesto nella difesa dei valori occidentali tanto cara al fascismo del ventennio, quanto poi disattesa nei fatti (vedi la precipitosa fuga del codardo mascellone o la più recente aggressione di 15 contro 2).

Tutte queste informazioni le trova chiunque digitando i nomi dei protagonisti su internet. E’ la stessa ricerca che a inizio marzo ha fatto l’Osservatorio Antifascista Vittoriese, il quale ha stampato il materiale e lo ha fatto leggere al Sindaco di Montebelluna (TV) Marzio Favero, eletto per la Lega Nord, il quale, dopo averlo letto ha immediatamente ritirato il patrocinio del Comune e lo sconto per l’affitto dell’Auditorium prenotato per una conferenza di SOL.Id.

Spero quindi, con questo volo d’uccello, di aver fatto luce su uno degli anfratti bui ed umidi della storia e della società nei quali si nascondono i fascisti. L’invito è quello di andare oltre alle sigle e alle belle facce perché quando si parla di Casa Pound e delle sue propaggini bisogna tenere ben accesa l’attenzione perché è come quando si scende in cantina, si fa luce e tutti gli scarafaggi fuggono cercando un nascondiglio.