#25M – Contro il vertice UE, perquisizioni e attivisti fermati. Cronaca e foto

Corteo contro il vertice dell’UE indetta da movimenti e territori del no sociale, 150 attivisti bloccati in questura. Decreto sicurezza del neo-ministro Minniti colpisce direttamente chi organizza manifestazioni e scende in piazza. I fermati all’esterno della Questura di Tor Cervara improvvisano una protesta in nome della libertà di movimento. Blocco di agenti prima di piazza Bocca della verità

Nonostante la campagna di terrore messa in atto dal sistema mediatico mainstream nazionale, in migliaia hanno raggiunto Porta San Paolo per la manifestazione lanciata da “Movimenti e territori del No sociale” contro il vertice UE di oggi, che si è tenuto sabato 25 marzo a Roma in occasione del sessantesimo anniversario del Trattato che ha sancito la nascita della CEE. Le ingenti misure di sicurezza decise dal Ministero dell’Interno, che ha utilizzato strumentalmente l’attentato avvenuto a Londra alcuni giorni fa per restringere ancora di più la libertà di manifestare, già pesantemente intaccata dal Decreto Minniti sulla sicurezza urbana, si sono rivelate fallimentari nel loro obiettivo prioritario: scoraggiare le persone a scendere in piazza. Nonostante la presenza di 5.000 agenti, di cecchini sui palazzi e dell’istituzione di una di una cosiddetta “zona blu” protetta da 18 check point, attivisti ed attiviste provenienti da ogni parte d’Italia hanno raggiunto – non con poche difficoltà – Roma nel corso della mattinata.

Al casello di Roma nord sono stati fermati quattro pullman provenienti dal Nord-Est. Gli attivisti e le attiviste sono stati fatti scendere, sono stati identificati e perquisiti. L’atteggiamento e la direzione del nuovo Ministro dell’Interno Minniti si riflettono anche sulle misure atte a prevenire, controllare e reprimere il dissenso: con la motivazione del rischio terrorismo, vengono prelevati oggetti di uso quotidiano come giacche, cappelli e materiale medico. La polizia ha raccolto tutte le felpe con cappuccio, le ha inserite nella stiva e ha requisito le chiavi. A Roma est fermato invece il pullman proveniente dalle Marche, e cinque attivisti sono stati portati in Questura.

Dopo la perquisizione dei mezzi, 150 persone – due dei pullman provenienti dal Nord-Es, una macchina di attivista e il pullman partito dalla Val di Susa – sono stati scortati fino alla Questura di Tor Cervara. Nonostante non siano stati riscontrati oggetti o atteggiamenti pericolosi da parte degli attivisti, le forze dell’ordine hanno deciso di limitare preventivamente la possibilità di arrivare al concentramento della manifestazione delle realtà del No sociale. L’operazione è una grave imposizione restrittiva del diritto di manifestare ed esprimere il proprio dissenso. Già venerdì e nella mattinata di sabato a diverse persone sono stati notificati dei fogli di via dalla capitale della durata di un anno senza alcuna motivazione reale di pericolo per la sicurezza pubblica.

A Porta San Paolo si sono radunate le altre realtà sociali che sono riuscite a raggiungere il concentramento, realtà che quotidianamente lottano contro l’Europa dell’austerity e dei nazionalismi, due facce di una stessa medaglia che mira sempre più a restringere il campo dei diritti e delle libertà per milioni di persone che vivono o attraversano lo spazio europeo. Ed è proprio da Porta San Paolo che è partito un messaggio chiaro: se l’Unione Europa è irriformabile, bisogno ambire a costruire un’Europa che al sovranismo opponga la libertà di movimento ed una cittadinanza universale, all’austerity ed al neoliberismo opponga la redistribuzione della ricchezza, all’esproprio di decisionalità opponga una democrazia radicale fondata sulla confederazione di territori autonomi ed indipendenti.

Intanto una protesta si è data all’interno del complesso della Questura di Tor Cervara. “Libertà per tutti e tutte” e “Vergogna” sono gli slogan che sono stati scanditi nei confronti di chi ha gestito in maniera folle l’ordine pubblico in questa giornata. I decreti Minniti atti ad acuire le limitazioni della libertà di chi partecipa alle lotte sociali si sono mostrati in tutta la loro carica securitaria, praticando fermi preventivi ed impedendo a centinaia di persone di manifestare.

Con quasi un’ora e mezza di ritardo rispetto all’orario previsto, è partito il corteo da Porta San Paolo: lo spezzone di Agire nella crisi e dei territori del No Sociale sono scesi insieme in piazza per opporsi al vertice dei Grandi dell’Europa per i 60 anni dell’UE. I manifestanti si sono opposti all’Europa dei confini che non permette la libera circolazione delle persone. Dal corteo sono stati fatti interventi di solidarietà nei confronti degli attivisti fermati in Questura. Viene denunciata con forza l’assurdità delle politiche securitarie, ormai una costante in tutto lo spazio europeo.

Successivamente, un ingente dispiegamento delle forze dell’ordine ha circondato il corteo – autorizzato – prima del punto di arrivo della manifestazione, con l’intento di intimorire e bloccare i manifestanti, determinati ad andare avanti in questa giornata di negazione di democrazia e libertà. La polizia ha infine indietreggiato dopo la pressione esercitata dai manifestanti, i quali sono riusciti a concludere il percorso della manifestazione.

Il corteo si è concluso con una conferenza stampa che ha denunciato a gran voce l’attacco che è stato subito oggi in piazza. Riportiamo la posizione degli attivisti che hanno ottenuto di poter entrare in piazza nonostante l’imponente schieramento di forze dell’ordine.

Nel frattempo sono giunti alla questura di Tor Cervata Nicoletta Dosio, l’europarlamentare Eleonora Forenza ed alcuni giornalisti per documentare la grave violazione di diritti e libertà che si è consumata in queste ore. Le forze dell’ordine hanno impedito a tutte le persone accorse sul luogo di poter entrare nel piazzale. Gli attivisti si sono mossi in corteo verso le recinzioni della Questura per poter finalmente fare una conferenza stampa.

Dopo diverse ore sono stati rilasciati i sei attivisti che erano ancora in stato di fermo. A cinque di loro sono stati notificati fogli di via da Roma della durata di 3 anni, ad uno di 12 mesi; viene contestato il possesso di alcuni giubbetti, magliette ed un fumogeno. Una misura non solo spropositata, ma assurda nel merito e nel metodo. I fermati sono saliti sui bus, scortati dalle forze dell’ordine. Ad attenderli fuori un gruppo di persone che per tutto il tempo ha continuato a chiederne la liberazione.

Si chiude così una delle giornate più nere che il nostro Paese ricordi dal punto di vista dei diritti e delle libertà.

Tratto da Globalproject.info
Foto Arvultùra