fbpx

Una piccola storia ignobile

Ma che piccola storia ignobile ci tocca raccontare”, quella avvenuta nel primo pomeriggio di sabato 25 aprile a due nostri compagni. Non un giorno qualsiasi per tutti coloro che hanno a cuore libertà e diritti. Proprio quelle libertà e quei diritti oggi in gran parte sospesi per combattere la pandemia in corso.

Proprio a causa del covid-19 quest’anno i festeggiamenti sono stati diversi dal solito.

Alle strade vuote e alle piazze deserte si sono contrapposti i balconi e le finestre. Un modo per dire restiamo a casa, ma non restiamo in silenzio, un modo per celebrare la liberazione anche nello spazio pubblico fisico e non solo in quello virtuale.

In molte zone di Senigallia dai balconi si è cantata Bella Ciao e si sono esposte bandiere, striscioni e cartelli.

Ebbene, due nostri compagni, uscendo dalla loro abitazione per la passeggiata con i cani, attaccano con lo scotch uno striscione di carta sul guardrail della strada, davanti al passo di casa, dove quotidianamente posizionano i bidoni dell’immondizia per il loro ritiro.

Lo striscione recita: “ognuno di noi deve dare qualcosa per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto”. Una frase inerente al contesto, all’oggi che portiamo sulle nostre spalle.

Una frase che evidenzia l’inscindibile vincolo che lega l’individuo alla collettività in termini di responsabilità, cura e solidarietà come antidoti da tutti i virus, sia in campo politico-economico che in campo medico-sanitario.

Una pattuglia della finanza passa e dopo aver capito che si tratta di ragazzi residenti, riparte. Dopo pochi minuti, arriva una volante dei carabinieri e qui purtroppo comincia la piccola storia ignobile.

I carabinieri scendono (uno senza mascherina), chiedono i documenti, fanno il controllo sul terminale e lasciano per quasi due ore, sotto il sole, i due ragazzi.

Il responso finale ha dell’assurdo: una multa di quasi 800 € totali per violazione delle norme anti-covid e affissione abusiva.

A questo si aggiunge l’insopportabile litania di uno dei due agenti che davanti alla celebrazione della festa della liberazione, contrapponeva una non precisata libertà di pensarla in un’altra maniera.

Siccome l’altra maniera è la dittatura fascista, ci inquieta che queste allucinazioni vengano liberamente espresse da degli uomini in divisa, il cui stipendio è pagato dalla Repubblica italiana, democratica e antifascista.

Riteniamo estremamente grave, oltre che odioso, che in una data così importante, con un’operosità alquanto fuori luogo, si decida di comminare una multa così pesante ignorando completamente l’intento del gesto, per altro avvenuto davanti all’abitazione degli attivisti, in una zona di campagna completamente deserta.

Come ci sembra altrettanto grave e odioso il contesto culturale che porta dei cittadini annoiati in transito con le loro autovetture, a scambiare la delazione con il civismo, considerato che – stando proprio a quanto riferito dagli agenti – l’intervento si è reso necessario a seguito di una telefonata di denuncia da parte di privati alla centrale operativa.

La battaglia contro il coronavirus la vinceremo se sapremo autotutelarci come società e come specie. Per tale ragione, cominciamo ad essere stanchi di come veniamo trattati dalle istituzioni: non siamo dei bambini incapaci di comportarsi e di porre in essere condotte responsabili nei confronti di sé stessi e degli altri.

E non è certo nella libertà riservata all’arbitrio di chi indossa una divisa di reprimere ingiustificatamente una pacifica e innocua manifestazione del pensiero, che risiede quella “solerzia delle istituzioni” di cui si sente il bisogno nel pieno di una crisi epidemica ed economica globale.

ORA E SEMPRE, RESISTENZA!