Narrazioni in Fermento 3, foto ed interviste agli ospiti

Tre giorni di dibattiti, musica, socializzazione. E’ più che positivo il bilancio della terza edizione di “Narrazioni in Fermento” che si è tenuta dall’1 al 3 giugno a Senigallia, presso lo Spazio Autogestito Arvultura. Decine di persone hanno partecipato ai vari appuntamenti, gustando alcuni dei prodotti del Mercato Bio Mezza Campagna, in primis la varie qualità di birra proposte da alcuni produttori locali. Ma il festival è soprattutto un’occasione per discutere, dibattere, confrontarsi. E gli incontri si sono sviluppati principalmente attorno a due tematiche, l’importanza della memoria e della storia in un contesto dove una comunicazione ipetrofica brucia tutto in pochi attimi e la questione migrante, oggi più che mai rilevante con le iniziative criminali del ministro dell’Interno Salvini.

Venerdì Tullio Bugari nel suo reading ha proposto alcune pagine di “E Riavulille” un romanzo che ci riporta al movimento del 77, alle sue istanze, alle manifestazioni che attraversarono per alcuni mesi la penisola, per concludersi con il grande convegno internazionale di Bologna.

Di storia ha parlato anche Matteo Minelli, il secondo giorno del festival, uno dei promotori e curatori della pagina facebook “Cannibali e re”, divenuta in poco tempo un punto di riferimento per quanti ritengono fondamentale coltivare appunto la memoria e riannodare i fili della Storia, con la esse maiuscola, ma anche delle “storie”, di chi con le proprie azioni e il proprio coraggio ha cambiato il corso degli eventi. Coraggio e determinazione che hanno le migliaia di esseri umani che intraprendono lunghi e terribili viaggi per dare un briciolo di speranza a se stessi e ai loro cari. La moltitudine che arriva sulle nostre coste rivendica un diritto, quello di migrare, per migliorare la propria condizione, in fuga da guerra, fame, cambiamenti climatici.

Lo jus migrandi è il filo conduttore del saggio “Stranieri residenti” che Donatella Di Cesare ha presentato domenica, una riflessione ricca e articolata, tra filosofia e attualità politica, davanti a un pubblico attento e coinvolto, per ribadire che “migrare è un atto politico” e l’accoglienza è un dovere.

Il giorno prima Pierfrancesco Curzi, giornalista del Carlino e de Il fatto quotidiano, aveva toccato gli stessi temi parlando del suo libro“Nell’afa”, un giallo sociale, dalla trama avvincente, ambientato ad Ancona, dove la questione migrante è centrale.

E sempre a proposito di temi di stringente attualità domenica pomeriggio, Orietta Candelaresi ha presentato “W(h)o man” dedicato alla necessità di educare i giovani maschi al rispetto e rifuggire dalla violenza nel rapporto con l’altro sesso. Un lavoro educativo fondamentale di fronte alla continua violenza omicida proposta dalle cronache quotidiane.

Tutte le tre serate si sono concluse con concerti, con una particolare attenzione alle proposte dei gruppi locali.

In conclusione “Narrazioni in fermento” con l’edizione 2018 si pone in modo stabile come punto di riferimento qualificato dell’estate senigalliese e non solo. Anche la scelta di concentrare tutti gli appuntamenti nello spazio antistante l’Arvultùra ha reso maggiormente conviviali e socializzanti i vari eventi rendendo più accattivante il Festival.

 

 

 

 

 

 


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