Sorella io ti credo

In questi giorni la notizia di Fatima Faz Sy sta rimbalzando su tutti i giornali in cui riportiamo in sintesi l’ accaduto avvenuto nella struttura Opera Pia di Senigallia. Non ci soffermeremo nel nostro comunicato nei dettagli della vicenda perché come d’ accordo con Fatima, lasceremo parlare lei, noi ci rendiamo disponibili veicolando la sua denuncia del razzismo e la lotta tra gli ultimi che è in atto in questo paese e passa sulla pelle di chi vive nel precariato tutti i giorni.

Fatima viene messa in prova presso la struttura dell’ Opera Pia per anziani come operatrice, il suo periodo di prova viene sospeso perché viene informata che non è gradita per il colore della sua pelle nera per queste motivazioni eventualmente verrà spostata in un altra sede dopodiché non le viene fatto sapere più nulla.

Fatima non si da per vinta e denuncia l’ accaduto, la notizia comincia ad emergere grazie alla rete di solidarietà che le è stata vicino in questi giorni, ci siamo messe in contatto con lei per darle tutta la nostra vicinanza e solidarietà grazie alle compagne dello Spazio Arvultùra di Senigallia che nell’immediato ha fatto circolare la notizia dando visibilità all’ accaduto. Il messaggio che vogliamo fare arrivare a Fatima è che non è sola come femministe di NUDM siamo impegnate contro ogni forma di razzismo che le donne subiscono nei luoghi di lavoro.

L’abbiamo contattata telefonicamente e dalle sue parole si evince la sua determinazione a visibilizzare il razzismo che ha subìto ma ciò che le sta accadendo in questi giorni sul suo profilo social è una doppia violenza, un razzismo che si riversa su di lei mettendo in dubbio le sue parole, un razzismo latente in cui ogni volta deve giustificare e ribadire la sua versione in cui le sue parole vengono decontestualizzate e riportate in vari siti o blog completamente travisate.

Il precariato che colpisce trasversalmente tutte noi ci lascia in balìa di un mercato del lavoro che rende le nostre vite sotto ricatto e alla mercé di un razzismo che ci contrappone in un noi e loro.

L’ autonomia economica delle donne è fondamentale per avere una reale indipendenza e questo non avviene se ne togliamo le loro potenzialità rendendole in competizione in cui il mercato del lavoro ci pone perennemente in una guerra fra gli ultimi.

Fatima con la sua denuncia non parla solo della sua condizione ma a nome di tutte /i che subiscono il razzismo che non possono denunciarlo e non hanno voce perché ricattabili ,lei non vuole più restare in silenzio. Il silenzio è complice per questo noi le daremo voce e invitiamo tutte le sorelle di NUDM nel territorio nazionale a raccogliere le sue parole. “Noi esistiamo e vogliamo vivere qui perché è un nostro diritto umano ” Raccogliamo il suo appello ed usiamo le parole delle nostre sorelle spagnole.

Si, sorella io ti credo

di: Nudm Macerata