L’intelligenza collettiva diventerà la nostra risposta alla forza del singolo

Dobbiamo contrapporre al pensiero semplicistico che parla alla pancia di questo paese la pluralità dei linguaggi e la complessità dei discorsi”.

Vorremmo iniziare utilizzando proprio queste parole per raccontarvi quello che è accaduto attorno al mercato biologico Mezza Campagna all’incirca sei mesi fa. Venerdì cinque maggio usciva infatti sulla stampa locale un comunicato del consigliere comunale Roberto Paradisi dal roboante titolo “Ecco la rivoluzione esentasse: così il centro sociale fa cassa alla faccia dei commercianti”.

In questo articolo veniva messo alla gogna il mercato biologico Mezza Campagna, una delle esperienze più interessanti in città rispetto all’eco-sostenibilità, alla produzione di lavoro e reddito, all’aggregazione intergenerazionale e al tema dell’agricoltura biologica.
Dire che il mercato sia l’esatta trasposizione del centro sociale o un banale alter ego è una falsità grossa come una casa: il Mezza Campagna, infatti, è qualcosa che va ben oltre il centro sociale stesso. Si tratta dell’autorganizzazione di una collettività, un’attività plurale nella quale lavorano, collaborano e convivono in primis gli agricoltori e le aziende agricole biologiche della zona, in seconda battuta i cittadini senigalliesi che riconoscono il valore di questa esperienza ed infine gli attivisti politici del centro sociale. La pluralità dei linguaggi appunto.

Ci siamo già ampiamente spiegati attraverso due comunicati stampa lo scorso maggio (che vi invitiamo a leggere), comunicati nei quali abbiamo anche ricordato cosa fa e cosa ha fatto il Mezza Campagna durante questi cinque anni di attività per questa città e non solo.

In seguito a questo accanimento del consigliere comunale Roberto Paradisi, volto a screditare questa esperienza per pregiudizio e antagonismo politico, sono stati fatti degli accertamenti dall’ente comunale e alla tassazione della Tari già attribuita al centro sociale ne è stata aggiunta un’altra.
Non basta che il centro sociale paghi come tutti una tassa sullo smaltimento dei rifiuti per le attività che organizza. Ora ne viene chiesta una anche al mercato Mezza Campagna, trascurando la sostanza della questione: il mercato biologico Mezza Campagna non è un mercato come tutti gli altri. E per comprenderlo dobbiamo guardare alla complessità dei discorsi.

Abbiamo pagato quanto ci è stato chiesto e continueremo a farlo, ma non smetteremo mai di dire che questa tassazione è ingiusta e illegittima perché il Mezza Campagna i rifiuti non li produce e per questo motivo andrebbe valorizzato e non tassato.
Il Mezza Campagna è dotato infatti di un regolamento e di una carta dei principi (che tutti i produttori al momento dell’adesione al progetto sottoscrivono) che affrontano la questione dei rifiuti.

Punto 8 della carta dei principi “Rifiuti 0: Centrale in questa epoca storica è capire, valutare e ridurre l’impatto che questo modello economico e di consumi ha su questo pianeta. Promuovere la cultura dei rifiuti zero e, in assenza di alternative, il riciclaggio totale, diventa centrale all’interno di progetti come questo per dare coerenza alle scelte fatte”.

Articolo 9 del regolamento “Igiene e rifiuti. Il mercato è un evento a rifiuti 0, i produttori si impegnano a ridurre gli incarti al minimo e dove sia necessario ad utilizzare contenitori per i cibi ecologici e compostabili, evitando quindi la distribuzione di buste in plastica e educando i consumatori all’utilizzo delle borse di stoffa. Nella misura in cui ci sia necessità dell’utilizzo di posate o piatti per degustazioni, attività integrate e assaggi, è necessario ricorrere all’utilizzo di utensili compostabili di legno o mater-bi. Per quanto riguarda l’igiene, la pulizia del banco e dell’area occupata dal banco stesso è a carico dei produttori, che dovranno assicurarsi che a fine mercato le zone di esposizione siano come prima se non meglio. Il mercato potrebbe comunque valutare se necessario la possibilità di incaricare una persona sia a titolo gratuito che oneroso per la pulizia dell’area. I rifiuti sono di chi li produce.

Ribadiamo: i rifiuti sono di chi li produce. I tantissimi frequentatori del mercato sanno molto bene che mai hanno trovato o troveranno il piazzale al termine dell’attività nello stesso stato in cui versano il foro Annonario, Piazza Garibaldi o i Portici Ercolani alla fine dei mercati cittadini.
Una distesa di rifiuti organici e non (che gli operatori del comune ogni giorno raccolgono) uno spettacolo indegno per una città civile ed ecologica, una discarica a cielo aperto dalla quale noi ci sottraiamo, pur pagando la stessa Tari.

Non basta pagare un tassa sui rifiuti per lavarsi la coscienza, l’ecologia è un valore nel quale bisogna in primis riconoscersi e poi lavorare, perché diventi parte integrante del nostro con/vivere. Paghiamo una doppia Tari e nonostante questo ci armiamo di guanti e sacchi per raccogliere tutto quello che il vento e “i bravi cittadini” gettano a terra. Quasi quotidiani sono gli episodi di abbandono di rifiuti ingombranti o speciali nella zona industriale di via Abbagnano, per non parlare del fiume e del Percorri Misa, dove spesso durante il SeminaBimbi portiamo i più piccoli a fare delle passeggiate e i più grandi a raccogliere i rifiuti.

L’ecologia non è solo un principio, è una pratica quotidiana. Non solo, riteniamo che come viene fatto in altri comuni, sarebbe opportuno innovare il meccanismo di raccolta porta a porta di questa città, aggiungendo la possibilità di pesare i propri rifiuti al momento della raccolta e di modulare il pagamento della Tari in base a questo: perchè i rifiuti siano sempre più una responsabilità economica di chi li produce.

Un’altra cosa che non abbiamo dimenticato, è che Paradisi ci ha etichettati come lavoratori disonesti che addirittura “facevano cassa alla faccia dei commercianti”. I produttori del mercato sono lavoratori, contadini, esattamente come tutti gli altri, sottoposti alla pressione fiscale di uno Stato che prende denaro e non redistribuisce ricchezza.

Tutti noi sappiamo che quello che è stato detto in maniera denigratoria qualche mese fa non ha nulla a che vedere con le questioni ecologiche e con il senso civico di questa città, ma sono solo il frutto di speculazione politica e di propaganda elettorale.

Noi crediamo e riteniamo che, dopo cinque anni di attività, Senigallia e i senigalliesi abbiano conosciuto realmente il mercato biologico Mezza Campagna anche attraverso le sue numerose iniziative.

Ad una doppia tassazione – che sa di vessazione più che di giustizia – vogliamo rispondere con un momento di solidarietà e di cooperazione, che contrapponga l’intelligenza collettiva alla pochezza del singolo. Ecco perché domenica 25 marzo alle ore 13:00 invitiamo tutte e tutti presso il Circolo La Marina Pro Cesano (via strada terza, 4 Senigallia) per un grande pranzo di autofinanziamento a base dei prodotti biologici del mercato. Per farci carico insieme di questa illegittima tassazione. Per goderci un pranzo “paradisiaco!

Facciamolo per mandare un messaggio a chi ci attacca su questioni false, facciamolo perché l’ecologia entri nell’agenda politica di questa città, facciamolo perché il Mezza Campagna è un valore aggiunto per ognuno di noi.