8 marzo, le strade sicure le fanno le donne che le attraversano. Voci e foto dal corteo

Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano questo lo slogan che ha accompagnato le 300 persone presenti tra le tappe itineranti nel centro storico. Contemporaneamente anche a Fano e a Jesi le donne e gli uomini hanno sfilato dietro lo stesso striscione affermando una cosa semplice: l’autoritarismo, il patriarcato, le gerarchie e tutti i fascismi sono le nostre strade insicure.
L’intento che ci eravamo preposto era quello di una comunicazione forte e variegata, in grado di tenere insieme i tanti aspetti che si snodano attorno alla questione femminile: il tema dell’immigrazione, della violenza di genere, dell’omofobia, del lavoro, della sicurezza e dell’antifascismo. Una narrazione che nasce dalle due assemblee fatte dopo gli eventi di Macerata, indette dal Centro Sociale Arvultùra [qui e qui i report], che ha come obiettivo la costruzione di una progettualità condivisa capace di dare vita nuova e nuovo spessore alla lotta contro tutti i fascismi.

Ci siamo ritrovati in tante e tanti e questo dato ci ha confermato la volontà di mettere insieme le forze per la costruzione di un’alternativa, per trovare nuove spazi di discussione.

La tematica della consapevolezza ha dato il via ai nostri passi. Come Movimento donne contro i fascismi siamo convinte che liberarci dagli schemi sociali, mentali, culturali ed educativi che stringono il femminile e il maschile all’interno del moderno patriarcato sia il primo ostacolo da affrontare con le nostre riflessioni e ragionamenti collettivi, con iniziative e con nuovi linguaggi.

Durante le tappe tematiche i contributi sono stati variegati nei contenuti e nelle modalità. Dalle letture di poesie, ai ragionamenti,  dalle letture di libri gender per ragazze e ragazzi, ai canti e balli e addirittura performance teatrali. Contributi arrivati da tutte le realtà e le soggettività che in maniera attiva hanno costruito questa splendida giornata.

Qui, ora, solo alcuni interventi…

I TAPPA

Daniela parla di consapevolezza

 

II TAPPA

Giulia parla di immigrazione

 

Bambina legge una storia di immigrazione

 

III TAPPA

Nicola parla di violenza di genere e omofobia

 

Orietta parla di omofobia

 

Patrizia legge una poesia che parla di violenza di genere

 

IV TAPPA

Roberta parla di lavoro

V TAPPA

Leonardo parla di antifascismo

 

L’otto marzo è stato un ottimo inizio, il segno tangibile di un possibile cambiamento verso l’autodeterminazione. Ringraziamo i partecipanti e coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento di riflessione e presenza di piazza.

Invitiamo tutte e tutti alla prossima assemblea “dopo Macerata che fare” che si terrà giovedì 15 marzo alle ore 21 presso il Centro Sociale Arvultùra per continuare la discussione e prepararci alla prossima scadenza del 25 aprile.

Non più sterili celebrazioni ma giornate di orgoglio e partecipazione contro i razzismi ed i fascismi di oggi.

Un riassunto della manifestazione