Resoconto dell’assemblea cittadina in preparazione della mobilitazione dell’8 marzo

Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano

Si è svolta ieri, sabato 3 marzo, presso il centro sociale Arvultura il secondo incontro sul tema “dopo macerata che fare”.
Molte le associazioni e singoli cittadini che hanno partecipato ma il dato che salta più all’occhio è che ieri la stanza del centro sociale era piena di donne. Un dato che esprime la cifra di un esigenza condivisa e il potenziale di un profondo cambiamento.

L’obiettivo dell’incontro era quello di definire contenuti e forma dell’iniziativa prevista per l’8 marzo: una camminata notturna dal titolo le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”.

La riflessione politica partecipata e molto sentita ha messo in luce l’esigenza di non isolare il femminismo e la data dell’otto marzo dal percorso costituente iniziato la settimana scorso insieme a molte e molti. La questione femminile al contrario è visto come snodo centrale e strategico per sciogliere e affrontare le tante criticità di questo tempo.

Le ipocrisie del patriarcato, i fascismi di ogni ordine e grado, l’intolleranza verso la diversità, l’individualismo selvaggio che sintetizza facili soluzioni e semplici analisi, la strumentalizzazione delle paure e le retrograde retoriche sulla sicurezza e sulla difesa della donna bianca sono aspetti che attraversano il femminismo moderno. Un femminismo che non è solo delle donne ma di tutti nessuno escluso. Un femminismo che si fa scudo di ogni discriminazione, che pone in cima alle proprie priorità il desiderio di conoscere a fondo e con sensibilità nuova il mondo che attraversiamo.

Non è più possibile non vedere e non conoscere. Non è più possibile pensare che il tempo veloce imposto dal capitalismo, dalla produttività sfrenata, dallo sfruttamento selvaggio ci neghi la l’opportunità di sradicare i tabù, i pregiudizi,le paure e le insicurezze dei singoli per trasformarli in sapere: un nuovo sapere collettivo in grado di arginare l’impoverimento culturale dei vecchi sistemi patriarcali e gerarchici.

Proprio per questo la camminata dell’otto marzo a Senigallia deve essere, e così l’abbiamo pensata tutte e tutti insieme, una narrazione itinerante, un racconto sul pensiero consapevole, una caccia al tesoro di linguaggi utili per creare nuove identità, le tante negate senza le quali nessuna uguaglianza è possibile.

Ci siamo dati un appuntamento collettivo per la costruzione tecnica di questa manifestazione: per la scrittura dei cartelli e per la parte più teatrale e musicale, mercoledì 7 marzo alle ore 18 presso il centro sociale Arvultura. Siete tutti invitati.

Alla camminata si alternano tappe tematiche in cui i passi cederanno spazio alla parola. I fascismi, l’immigrazione, l’omofobia e la violenza di genere, il lavoro e la consapevolezza queste le tematiche scelte in cui intrecciare i fili di un discorso ampio che parte dal femminile per arrivare dentro ogni periferia che l’uomo moderno produce. Fare luce dentro quegli angoli bui per scovarne bellezza, per allontanare ogni pregiudizio, per scongiurare la società del modello unico.

Le strade insicure non esistono se si hanno gli strumenti per illuminarle. Le strade insicure sono quelle che la collettività decide di non percorrere, sono quelle degli abusi e dei silenzi, quelle in cui si decide di non mettere lampioni ma telecamere, quelle che vogliono dividere la società in categorie, sono quelle che hanno paura della vita.

Si inizia quindi con l’8 marzo per non finirla lì, pensando che i fatti di Macerata siano proprio quelle prime strade buie su cui fare luce e andare tutti insieme. Si inizia con l’8 marzo per costruire il 25 aprile e quante più occasioni possibili di riflessione e comunicazione pubblica.