Resoconto dell’assemblea cittadina antifascista del 23 febbraio

Tantissimi senigalliesi hanno partecipato venerdì 23 febbraio all’assemblea pubblica indetta dallo Spazio Comune Autogetito Arvultùra dopo la straordinaria mobilitazione antifascista di Macerata del 10 febbraio .
Un momento di discussione aperto appositamente pensato per riflettere, all’indomani del vile attentato terroristico di Traini, sulla minaccia rappresentata oggi dalle organizzazioni neofasciste in Italia e in Europa (Galassia Nera, lo stato dell’arte e La democrazia come militanza) e su come coordinare e rilanciare l’azione antirazzista nel territorio.

Partiti, movimenti, sindacati, organizzazioni e associazioni del volontariato cittadino, ma soprattutto tante e tanti senigalliesi che si sono incontrati nei locali gremiti del Centro Sociale accomunati dalla volontà di mettere in comune le proprie energie, forze e intelligenze a sostegno di una società solidale e democratica. Una società anticapitalista, antirazzista e antisessista.

Un primo momento di discussione locale, con un occhio rivolto anche all’assemblea nazionale indetta dai Centri Sociali delle Marche che si terrà il 10 marzo ad Ancona, in cui dagli interventi che si sono succeduti è emersa la necessità di approfondire e comprendere il senso e la natura stessa del fascismo del terzo millennio, nel tempo della società globale e della crisi profonda dello stato liberal-democratico di diritto.

Una riflessione ricca e costruttiva, che ha affermato come il fascismo contemporaneo costituisca oggi un fenomeno politico, culturale e sociale che va ben al di là delle sue dimostrazioni organizzate e partitiche, per abbracciare tutte quelle espressioni di micro-fascismi che si manifestano nei comportamenti individuali e collettivi che stanno ridefinendo in profondità le forme della vita e delle relazioni sociali.

A fronte di una tendenza della narrazione tossica xenofoba a conquistare sempre più agibilità nel dibattito politico, anche per colpa di quel populismo “istituzionale” e di “Stato” oggi ben rappresentato dal PD di Renzi e dal suo ministro di polizia, Minniti, occorre quindi ripartire da una vigilanza attiva e militante contro ogni provocazione, ma anche da un lavoro capillare di rialfabetizzazione politica e narrazione di modelli di organizzazione inclusiva e democratica, riconquistando nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei quartieri lo spazio e il tempo della parola. Lo spazio e il tempo della battaglia per i diritti.

A partire dalla giornata di lotta dell’8 marzo da costruire in città tutte e tutti insieme, per ribadire ad alta voce che il corpo e la mente di donna sono radicalmente antifascisti e che se c’è un’emergenza, questa continua ad essere quella di sempre: il patriarcato.

La scommessa, infine, è anche quella di lavorare per costruire un grande 25 aprile di festa, di massa e popolare in città, capace di andare oltre la scadenza istituzionale e riconsegnare così la giornata della Resistenza, ben oltre il dato memorialistico, ad una dimensione direttamente costituente di nuove pratiche della cooperazione e mutualità sociali.

L’assemblea si è conclusa con l’impegno di rivedersi tutte e tutti quanti insieme mercoledì 28 febbraio per dare vita concretamente al percorso di costruzione delle date dell’8 marzo e del 25 aprile.

da: Redazione

Voci dall’assemblea cittadina del 23 febbraio 2018 in cui le forze antifasciste di Senigallia